Smart tv cos è Vale la Pena comprarla ?

La parola “smart” viene accostata ad una miriade di definizioni e di prodotti. Smart cities, smart people e via dicendo. Di per sè il significato dall’ inglese è semplice, significa “furbo, sveglio, intelligente”. Un smart tv quindi è una “tv intelligente“, ma cosa significa esattamente questa dicitura che vediamo appiccicata a molti televisori a schermo piatto in vendita nei negozi?

La smart tv è una televisione in grado di connettersi ad internet, sia con cavo o con il wifi, per navigare sulla rete, interagire con i social, guardare programmi in streaming su Youtube o la Tv on demand di Mediaset, Rai, Netflix, Sky, Amazon Prime Video. Tramite app installabili è anche possibile giocare, ascoltare la radio in digitale o vedere le tv estere, IPTV e Kodi. In alcuni casi lo smartphone si trasforma in tastiera o touch screen virtuale per meglio comandare il cursore sulla tv. Abbiamo anche la possibilità di trasferire i contenuti di cellulare e tablet per vederli sullo schermo grande.

Insomma si tratta veramente di una tv intelligente che rende questo elettrodomestico il centro dell’ intrattenimento multimediale del salotto di casa. Possiamo dire che anche la presa USB che si trova ormai in tutti i nuovi modelli fa parte di questo mondo. Connettendo una chiavetta o un hard disk esterno possiamo vedere filmati video presi dalla rete, le nostro foto scattate, ma anche file musicali in MP3.

SMART TV COME FUNZIONA

Conviene l’acquisto

la risposta non può che essere positiva, tra una tv smart e una “non smart” è sempre meglio la prima opzione. La differenza di prezzo tra i due modelli è solitamente di 40-50 euro. Alcuni però storcono il naso e preferiscono acquistare un modello normale per poi fare un upgrade, ovvero comprare un box multimediale da attaccare alla presa HDMI.

Il motivo è piuttosto semplice. Dicono che i sistemi operativi che gestiscono la tv smart non sono all’ avanguardia, ad esempio LG usa webOS 3.0, Panasonic Firefox Os, Sony e Sharp (non tutti i modelli sono supportati) hanno optato per il sistema operativo ANDROID TV che assomiglia molto a quello che utilizziamo sui nostri smartphone. Se volete un televisore smart che usi Android puro, come detto, dovete acquistare una smart box e quindi leggete il paragrafo che segue.

Trasformare una Tv in Smart Tv

anche coloro che hanno un vecchio televisore, perfino uno a tubi catodici (CRT) possono renderlo smart e quindi connettersi ad internet per navigare e vedere la tv in streaming o i video di Youtube. Come già spiegato dobbiamo comprare un box multimediale o uno smart box come si chiama. E’ una piccola scatolina che si collega al televisore attraverso la presa posteriore HDMI. Uno dei modelli che vi consigliamo, un ottimo compromesso tra prezzo e prestazioni è il GooBang Doo ABOX A1 Plus che si trova in offerta su Amazon.

Questo apparecchio monta Android 6.0 quindi potete scaricare in pratica qualsiasi applicazione di Google Play che girerà ad un ‘ottima velocità grazie al processore a 64 bit incorporato. Questo box supporta anche la decodifica .H265 quella per i video in 4K o in Uhd, quindi se avete un televisore Uhd potete veramente godere di video incredibili, ad esempio quelli che si trovano su Youtube, basta scrivere “video in un Uhd“. E’ dotato di telecomando e ha uno spazio di 8 Gb per le app e 2 Gb di ROM.

Da poco è arrivato anche il prodotti di Amazon, il FIRE TV STICK, fatto ad hoc per chi è abbonato al servizio di video straming di Amazon. Con questo non diciamo che non possiamo fare tutto il resto,, app, youtube, netflix ecc, ma al momento lo store non è ampio quanto quello di Android.

Se il vostro vecchio televisore non dovesse avere la presa HDMI, ad esempio quelli a tubi catodici, ma ovviamente ha la presa SCART basta acquistare questo adattatore ed il gioco è fatto. Anche una vecchia tv, ad esempio i mitici Sony Trinitron, possono diventare smart ed avere una nuova vita multimediale. Tra l’altro questi televisori avevano un suono veramente potente, migliore di quelli attuali grazie ai woofer inseriti nella scocca.

Miglior alternativa al condizionatore

I condizionatori d’aria sono entrati nelle nostre case già da parecchi anni. Sono tra gli elettrodomestici più venduti dell’ ultima decade e sembra che in estate non se ne possa più fare a meno. Negli Stati Uniti non c’è posto o luogo in estate in cui non ci sia l’aria condizionata e noi abbiamo seguito il trend.

Tutto ciò porta sicuramente benefici, un aria troppo calda con un alto tasso di umidità non fa bene alla salute, specialmente a coloro che soffrono di determinate patologie, ma ha un suo costo in termini di consumo energetico.

Ci sono anche aspetti negativi legati alla diffusione dei sistemi di condizionamento, e riguardano
principalmente l’impatto ambientale e il consumo di energia. Un sistema di climatizzazione centralizzato di un appartamento, ad esempio un dual split da 12.000 Btu (uso quotidiano di 10 ore) consuma in media 11 kWh al giorno. Senza contare anche i costi per il montaggio di un condizionatore che si aggirano sui 200-300 euro.

Tantissimo, si tratta di un problema etico, è il fabbisogno settimanale di un abitante del Marocco, ma anche di costi. Considerando un prezzo di acquisto di 0,2 euro per Kwh, spendiamo quotidianamente 2,2 euro, ovvero più di 120 euro a bimestre.
Per avere idea di quanto sta assorbendo il vostro climatizzatore andate davanti al contatore di energia elettrica, quello che avete nel sottoscala. Segnatevi l’assorbimento. Accendete i condizionatori, aspettate 15 minuti ed andate di nuovo ad osservare il consumo sul contatore.

Gli stessi calcoli possono essere fatti sia in estate che in inverno, quando il condizionatore lavora in pompa di calore.

Bisogna quindi essere virtuosi nell’ uso e non eccedere con la temperatura ne’ in estate che nei periodi freddi. In estate non dobbiamo scendere sotto i 26 gradi in inverno avere 18-19 gradi in casa è l’optimum, di notte possiamo anche scendere a 17 gradi.

Optare sempre per modelli inverter in classe A+++ che assorbono meno corrente e fanno risparmiare parecchi soldi in bolletta. Tenere chiuse le finestre e se possibile investire un po’ di soldi in infissi con doppio vetro in pvc o legno, meglio di quelli in alluminio.

La grande svolta è considerare l’acquisto di pannelli fotovoltaici che producono energia elettrica in loco. Dato che i picchi massimi di produzione ci sono in estate, proprio nelle ore di maggiore insolazione e quando fa più caldo, potremmo sfruttare un impianto fotovoltaico per alimentare un sistema di condizionamento. Un collettore solare termico invece produce acqua calda che può essere utilizzata per uso sanitario o per scaldare un appartamento con il sistema a pavimento con pannelli radianti.

Con le bollette sempre più salate c’è una maggiore attenzione anche alle tecniche passive di rinfrescamento.
Si vedono sempre più spesso edifici con veneziane e con tende riflettenti la luce solare, ricchi di piante e alberi per dare ombra e abbassare le temperature, con i muri dipinti in bianco o comunque con colori chiari.

C’è anche un’altra possibilità, quella di applicare le tecniche di modulazione e dissipazione del calore. Se riusciamo a realizzare una corrente d’aria aprendo le finestre, secondo il metodo tradizionale, l’aria circola attraverso l’edificio: la circolazione  è la forma più comune e più facile e spesso la meno costosa di raffreddamento passivo e ventilazione. Insomma quello che si faceva una volta con i ventilatori a soffitto o con quelli a colonna.

Un altro modo per rinfrescare gli ambienti è la ventilazione a camino, che usa le differenze di temperatura per muovere l’aria (l’aria calda sale perché ha una pressione inferiore). Non da ultimo ci sono anche i sistemi a pavimento con pannelli radianti che utilizzano acqua fredda per rinfrescare la casa in sostituzione di quella calda usata durante l’inverno.

Come detto le alternative per climatizzare casa in modo economico ci sono. Prima su tutti l’uso dei ventilatori a soffitto che consumano alla massima velocità 70-80 watt contro i 600-700 di un condizionatore. La temperatura non viene abbassata e nemmeno il tasso di umidità, ma la sensazione è quella di una leggera brezza che rinfresca. Possono essere usati in congiunta ad un deumidificatore che invece riesce proprio a togliere l’acqua presente nell’aria consumando molto meno di un climatizzatore.

Quindi ventilatore + deumidificatore è una buona accoppiata, oppure solo ventilatore da soffitto.
Ci sono anche i ventilatori ad acqua un compromesso molto utile. L’aria smossa da pale viene convogliata in una tubo in cui è presente del ghiaccio messo preventivamente nel freeezer. Quando uscirà dal ventilatore sarà molto più fredda.

Brufoli sulle Guance che fare

L’acne è un disturbo che inizia con la pubertà e scompare con la fine dell’ adolescenza. Purtroppo spesso però persiste dando vita ad una vera e propria patologia della pelle. Si presenta sotto forma dei comunemente definiti “brufoli” sulle guance, sul mento, sulla fronte e anche sulle spalle ed in altre parti del corpo. In gergo medico si chiamano “comedoni” ovvero dei punti neri o giallastri dovuti ad un eccessiva produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee.

Cause

Le cause dell’ acne sono da ricercare nell’ attività degli ormoni androgeni che accendono i recettori, cioè gli interruttori, delle ghiandole sebacee e fanno scattare una superproduzione di sebo (liquido biologico che ha diverse funzioni).

Un meccanismo, questo, che però non dipende da un’esagerata produzione ormonale, come si credeva un tempo, ma da una ipersensibilità genetica delle ghiandole sebacee agli androgeni. E questo spiegherebbe anche la predisposizione genetica. E’ possibile che se i vostri genitori abbiano avuto problemi di acne in adolescenza anche voi subiate averne.

Ci sono anche altri fattori, in via limitata, che  determinano la formazione di brufoli, tra questi l’assunzione di alcuni tipi di farmaci e lo stress. La cattiva alimentazione non ha nulla a che fare con l’acne, il mito della troppa cioccolata che fa venire i brufoli è una leggenda.

Anche una crema per il viso aggressiva o un fondotinta inadeguato possono contribuire alla formazione di punti neri  perché formano depositi che chiudono i pori e fanno accumulare il sebo all’interno delle ghiandole. O ancora, toccarsi continuamente il viso con le mani.

I rimedi efficaci

Oggi sono disponibili terapie mirate a seconda della gravità dell’acne. Si va da soluzioni topiche fino all’assunzione di particolari farmaci come il famoso Roaccutan che ha come componente principale l’isotretinoina. Parliamo in quest’ultimo caso di un acne particolarmente grave che si presenta con pustole e cisti.

Il Roaccutan è un farmaco veramente efficace purtroppo però presenta delle controindicazioni importanti per le donne. Se, durante l’assunzione del farmaco, rimangono incinta il futuro bimbo potrebbe nascere con gravi problemi.

Le creme

L’acne leggera riguarda 7 ragazzi su 10. Si riconosce perché le papule, cioè i pomfi rossi e con la punta biancastra, sono pochi e compaiono raramente. Inoltre la pelle è grassa, ma solo nella zona centrale, cioè fronte, naso e mento. Tutti i giorni la pelle va pulita mattina e sera con un detergente non schiumogeno, da diluire con acqua tiepida.

Va quindi applicata una crema scelta dal dermatologo, mai grassa. Il trattamento cambia invece se le papule si riproducono di continuo. La terapia spegne l’infiammazione, riequilibra la pelle grassa e dura 3-6
mesi. La mattina va applicata una crema a base di principi attivi antibiotici come la clindamicina
o l’eritromicina.

La sera invece va usata una pomata a base di retinoidi o benzoil perossido per regolarizzare la produzione di sebo.
Non si deve avere paura se l’acne si presenta in forma diffusa su tutto il viso con zone molto arrossate e
papule. In questo caso, come detto, i medicinali sono da assumere per via orale (Roaccutan solo con prescrizione medica). In più, oggi viene consigliato un integratore a base di biotina che regolarizza la produzione
di sebo. Alle ragazze si può anche prescrivere, come cura, la pillola anticoncezionale a basso
dosaggio, nome commerciale Diane e Dianette.

Pulizia del viso

i maschietti devono applicare sul viso per ammorbidire la pelle, prima della rasatura della barba, un
asciugamano di tela di cotone imbibito con una soluzione di acqua tiepida e cinque gocce di olio essenziale di camomilla. Chi utilizza il dopobarba, deve scegliere un prodotto senza alcol, con sostanze lenitive come la calendula e il meliloto che hanno un effetto disinfiammante.

Le ragazze per eliminare il trucco devono usare un latte detergente all’aloe o alla camomilla. Al posto dei dischetti di cotone meglio preferire i quadretti di garza, che non lasciano residui sulla pelle. Se si usa il fondotinta va scelto “senza olii”, cioè privo di sostanze oleose che possono rendere la pelle più grassa. Sono ideali quelli in mousse con effettoopaco e coprente: nascondono l’acne senza bisogno di usarne in quantità.

Cuoio capelluto screpolato Cosa fare

Quando il cuoio capelluto appare secco, arrossato e screpolato con conseguente produzione di forfora probabilmente soffrite di dermatite seborroica o, nei casi più gravi di psoriasi. La forfora è un problema soprattutto estetico, sono le scaglie della pelle che si formano nei capelli e si depositano soprattutto sulle spalle, particolarmente visibili se si indossano vestiti scuri.

Questo problema si presenta spesso quando arriva l’inverno, le temperature gelide e i venti pungenti non fanno bene alla pelle che è letteralmente sotto attacco. Ma non è solo la vita all’aria aperta che può causare secchezza , il riscaldamento interno , una casa con un tasso si umidità troppo basso, può causare secchezza all’ epidermide.

Ci possono essere approcci diversi nel trattamento del cuoio capelluto secco. Per la forfora in generale può andare bene uno shampoo anti forfora usato due volte a settimana. Non tutti gli shampoo antiforfora sono uguali , alcuni shampoo usano il piritione di zinco mentre altri usano il solfuro di selenio o un altro ingrediente attivo. L’etichetta frontale dovrebbe farti sapere quale ingrediente viene utilizzato.Se un tipo di shampoo non funziona per te, prova uno un principio attivo differente.

cuoio capelluto secco

Tuttavia se la situazione non si risolve potrebbe trattarsi di un eczema (dermatite seborroica) o si tratta di psoriasi.

Psoriasi dei capelli

La psoriasi  può apparire ovunque sulla pelle. Quando si forma all’attaccatura dei capelli o all’interno della vostra chioma viene spesso chiamata psoriasi del cuoio capelluto.

La psoriasi può apparire sulla fronte, a volte, si estende alla parte posteriore del collo o appare dietro le orecchie.

Sul cuoio capelluto, la psoriasi può richiedere un trattamento diverso. La pelle del cuoio capelluto è più spessa. I capelli possono intralciare.

Causa della psoriasi

indipendentemente da dove si forma la psoriasi, la causa è la stessa. La psoriasi si sviluppa quando il sistema immunitario di una persona ha segnali che indicano alle cellule della pelle di crescere troppo rapidamente. Nuove cellule della pelle si formano in giorni invece che in settimane. Il corpo non perde queste cellule della pelle in eccesso. Le cellule della pelle si accumulano sulla superficie della pelle, provocando la comparsa di chiazze di psoriasi.

In questi casi è bene recarsi dal dermatologo che potrà prescrivere lozioni topiche e trattamenti farmacologici dopo aver ispezionato il capello. Non da ultimo la psoriasi può avere cause psicosomatiche.

Dermatite seborroica

colpisce quasi il 5% della popolazione e sebbene non sia una patologia così grave è comunque fastidiosa al livello estetico. E’ causata da un fungo la malassezia, ma c’è una buona base ereditaria, l’igiene non c’entra nulla e non è contagiosa. Il trattamento prevede l’eliminazione del fungo, la riduzione dell’ infiammazione e la riduzione della produzione eccessiva del sebo.

Si presenta con scaglie bianche o giallastre non solo nel cuoio capelluto ma anche sul torace, nell’ inguine e nelle sopracciglia. 

Anche in questo caso possiamo trattarla con shampoo al ketoconazolo (Triatop) e lozioni specifici, ma potrebbero non bastare e quindi bisogna andare a fondo della causa specifica, non da escludere anche quella somatica.

cuoio capelluto secco rimedi naturali

Per i capelli secchi e sfibrati provate a creare questa crema a base di ingredienti naturali:

mescolate

  • 40 millilitri – 4 cucchiai circa – di olio di semi di lino, nutriente, ristrutturante e lucidante grazie all’elevata presenza di acidi linoleico e alfa linoleico
  • 60 ml di gel d’aloe, che idrata, rimineralizza e fortca il fusto. L’aloe ha anche un’azione antinfiammatoria che contrasta l’ossidazione del bulbo pilifero, la caduta dei capelli ed eventuali irritazioni del cuoio capelluto causate da smog o residui di prodotti di styling.
  • 20 grammi di polvere di henné neutro, incolore, che oltre a dare consistenza alla maschera regola i livelli di sebo del cuoio capelluto e lucida il fusto.

Mescolate, applicate sui capelli umidi, avvolgili con la pellicola trasparente e tenete in posa 20 minuti. Quindi risciacquate e procedete con lo shampoo.

Eliminare Cellulite i Tratttamenti che funzionano

Secondo l’Associazione chirurghi plastici italiani, AICPE,  nel 2016 sono stati effettuati nel nostro paese quasi 150.000 interventi di chirurgia estetica tra cui 25.000 procedure di liposuzione, molte delle quali sono state eseguite per rimuovere la cellulite. Le procedure di rimozione della cellulite stanno crescendo in popolarità grazie al buon successo che la tecnica sta avendo.

Ma anche se potrebbe sembrare la perfetta soluzione rapida, la liposuzione, il laser o altri mezzi per rimuovere la cellulite chirurgicamente non sono una semplice procedura per passare dalla taglia 50 alla 42 in una notte. La liposuzione non è un trattamento efficace per la cellulite – la pelle a buccia d’arancio che appare sulle cosce, sui fianchi e sui glutei . E’ un’operazione per rimuovere il grasso in eccesso localizzato e non combatte di conseguenza l’obesità. Niente può sostituire un’alimentazione sana e un allenamento efficace . Proprio come con altri segni dell’invecchiamento, la cellulite viene gestita al meglio concentrandosi innanzitutto sulla perdita di peso a lungo termine e sulla salute della pelle in generale.

Quindi se volete bruciare in maniera idonea il grasso in eccesso dovete prima contattare un dietologo, andare da un dermatologo e capire quale è la fonte del problema.

cellulite prima e dopo

Come affermato in uno studio del 2006 pubblicato sull’International Journal of Cosmetic Science, ridurre l’adipogenesi (ovvero l’ accumulo di grasso) e aumentare la termogenesi (bruciare i grassi attraverso il calore corporeo) sembrano essere le vie principali per ottenere una riduzione di massa corporea, di conseguenza si migliora anche la microcircolazione e la produzione del collagene, responsabile dell’ elasticità della pelle.

 

Cos’è la cellulite?

La cellulite è la comparsa di una “pelle a buccia d’arancio” grumosa o con fossette, che si sviluppa prevalentemente con l’età sulle gambe, sui glutei, sullo stomaco e nella parte posteriore delle braccia. E’ il risultato spesso del ristagno linfatico dovuto a ritenzione idrica. La linfa, soprattutto degli arti inferiori, che dovrebbe risalire verso la parte alto, si ferma e ristagna dando vita alla pelle con fossette, ovvero alla panniculopatia, gergo con sui si definisce la cellulite.  Alcuni dei fattori che contribuiscono a questa condizione sono la mancanza di esercizio fisico, una vita sedentaria, ma soprattutto una predisposizione genetica e i cambiamenti ormonali .

Non dobbiamo confondere la cellulite con le smagliature. In quest’ultimo caso parliamo delle “striature” rosa, bianche o rosse che rappresentano una vera e propria lacerazione cutanea.

 

La ragione per cui , soprattutto le donne, sviluppano la cellulite non è dunque chiara, possiamo parlare di diversi fattori che concorrono.  Ne possono soffrire anche adolescenti o comunque donne giovanissime, è chiaro che con il passare dell’ età la pelle perde la sua elasticità, elastina e collagene diminuiscono.

La cellulite non è grave o dannosa, ma è sicuramente brutta da vedere e può svilupparsi a circostanze particolari di vita come l’aumento o la perdita perdita di peso repentina, la gravidanza, in seguito ad assunzioni di particolari tipi di farmaci, ad esempio la pillola contraccettiva.

Le principali cause della cellulite

Ricapitolando diversi fattori primari contribuiscono allo sviluppo della cellulite, tra cui:

  • dieta squilibrata
  • sedentarietà
  • assunzione di farmaci
  • squilibrio ormonale
  • gravidanzia
  • predisposizione genetica
  • ritenzione idrica e problemi circolatori

Alcuni altri fattori che possono causare cambiamenti cutanei come smagliature, cedevolezza, rughe e formazione di macchie scure. Le cause: squilibri ormonali , elevate quantità di stress, condizioni mediche esistenti come malattie autoimmuni o diabete, genetica, cattiva alimentazione, allergie, fumo, troppo esposizione al sole e altre cause di tossicità.

Mentre la connessione tra lo stress e lo sviluppo della cellulite può sembrare inverosimile, anche s studi hanno dimostrato che tutti i fattori sopra citati aumentano l’infiammazione e contribuiscono ai segni dell’invecchiamento cutaneo. Insomma per la cura della pelle in generale il fumo, lo stress , una dieta povera e l’inquinamento non fanno di certo bene, ma non c’entrano molto con la cellulite.

Secondo una ricerca del Journal of European Academy of Dermatology, la cellulite può essere causata da un aumento dei livelli di catecolamine (l’aumento è associato allo stress) dei livelli di cortisolo elevati . Cose come lo stress e una cattiva alimentazione causano un rallentamento nella produzione di collagene, che è fondamentale per mantenere la pelle giovane.

I rimedi

una soluzione alla portata di tutti è sicuramente rappresentata dalle crema anticellulite. Alcune sono dei paliativi molto blandi, altre sono un po’ più invasive come Iodase e Somatoline che contengono la levotiroxina che influisce sul funzionamento della tiroide. Chi soffre di ipertiroidismo ad esempio potrebbe avere problemi nell’ assunzione, seppur topica.

Le scarpe basculanti aiutano a rendere tonici i glutei perchè stimolano il lavoro di parti del corpo che con le normali suole delle scarpe non vengono attivati. La radiofrequenza estetica può aiutare molto e fa uso delle onde radio per generare calore termico che aiuta la produzione di fibroblasti.

La cavitazione estetica è un procedimento abbastanza invasivo, ci riferiamo alla cavitazione medica che usa delle frequenze molto potenti per scogliere gli adipociti. Può essere effettuata solo da un medico e non da un estetista. I risultati sono buoni ma non dobbiamo prenderla alla leggera

Così come non dobbiamo prendere sottomano le terapie sclerosanti e la mesoterapia che consiste nel iniettare soluzioni che bruciano i grassi agendo dall’ interno. Ad ogni modo consultare un medico prima di qualsiasi trattamento è quanto mai d’obbligo.

 

Fotovoltaico nel Lazio e a Roma quanto produce

Un impianto fotovoltaico rende abbastanza bene se installato nell’area della regione Lazio. Il territorio presenta una buona insolazione, non siamo ai livelli del sud d’Italia o comunque di zone molto meridionali dell’Europa ma comunque è garantita una buona produzione di energia elettrica durante l’anno.

Facendo due calcoli approssimativi, nel prosieguo dell’articolo entreremo più nel merito, possiamo produrre dai 3500 ai 4000 kW l’anno su un impianto da 3 kW. È più o meno quello che una famiglia di quattro persone consuma durante i 12 mesi. Ovviamente ci riferiamo ad un assorbimento medio.

irradiazione-italia

Fotovoltaico a Roma e nel Lazio conviene

A Roma, ma così come le altre parti d’Italia, i moduli fotovoltaici hanno conosciuto negli ultimi anni un grandissimo boom, legato soprattutto agli incentivi di vent’anni erogati dal gestore dei servizi energetici con il cosiddetto conto energia. In pratica tutta l’elettricità prodotta tramite sistema fotovoltaico veniva remunerata con una tariffa speciale, più alta di quelle di mercato anche del 200%. In tutto questo chi aveva uno spazio a disposizione per montare il sistema fotovoltaico lo ha fatto, anche in casi di terreni agricoli. Se giriamo nelle campagne ci accorgiamo come parte di queste siano state sfruttate come serre fotovoltaiche per produrre energia.

Nulla di sbagliato, era conveniente e l’energia prodotta pulita. In Italia, in alcuni giorni del mese di giugno, riusciamo ad essere totalmente indipendenti da combustibili fossili perché consumiamo tutta l’energia prodotta tramite rinnovabili come eolico, fotovoltaico, solare termico è idroelettrico. Ovviamente parliamo del mese di giugno perché è quello in cui c’è maggior insolazione al pari di luglio e agosto e i pannelli fotovoltaici rendono di più.

Quanta energia si produce

Un sistema fotovoltaico non dispone più di incentivi governativi, ci sono le detrazioni fiscali del 50%. Ci sono poi quelle del 65% se si tratta di sostituire caldaia a combustibili fossili con sistemi fotovoltaici e termici. Un bel risparmio. Ad ogni caso, calcolatrice alla mano, un sistema fotovoltaico a Roma o installato nel Lazio si ripaga circa i otto anni.

Calcoliamo una produzione media di 1300 kW di energia elettrica per kilowatt di potenza installata riusciamo a risparmiare, come riferimento abbiamo preso un prezzo di acquisto dell’ energia elettrica di € 0,20 euro per kilowatt, 260 euro l anno in bolletta.

Costo del fotovoltaico: 1 kW di impianto costa tra 1500 e € 2000 quindi . Per la verità ci siamo un po’ tenuti larghi, ovvero dobbiamo considerare che non riusciremo a consumare tutta l’energia prodotta, anche perché durante la notte i moduli fotovoltaici non producono.

È chiaro che la notte, a meno che non disponiamo di un sistema ad accumulo con batterie, dobbiamo comprare la corrente dal nostro gestore, da una compagnia di elettricità come Hera, Acea, Enel, Edison. Utilizzando lo scambio sul posto però energia che non consumiamo durante il giorno la possiamo cedere al gestore, che ce la compra riconoscendoci di crediti da spendere durante la notte.

Ovviamente come tutti i grandi affaristi ce la compra alla metà del prezzo a cui ce la venderà. Ecco perché dobbiamo essere virtuosi, progettare il nostro impianto in modo da consumare il massimo dell’energia prodotta durante il giorno. Quindi dobbiamo fare lavatrici, usare scaldabagni elettrici e altre utenze elettriche con consumano molto durante il giorno e la notte spengerle.

irradiazione solare centro italia

Qui sopra abbiamo riportato la cartina della zona climatica del Lazio , dell’insolazione durante l’anno. Ricordiamo che il picco maggiore di insolazione c’è dalle 11.00 alle 15.00 ovviamente nei mesi di giugno luglio ed agosto. Questo non vuol dire che d’inverno, nelle giornate di nuvolosità i pannelli fotovoltaici non producano, ovviamente lavorano in modo minore ma un po’ di energia elettrica sarà sempre prodotta.

Spiaggia di roma Quale scegliere

In molti non sanno che a Roma c’è il mare. C’è sempre stato anche se la capitale non può essere considerata una città di mare come Napoli. Il suo territorio però è così vasto che parte dalle spiagge di Ostia che fa parte proprio del comune della Capitale. Ma anche nell’ epoca imperiale c’era il mare, ne è testimonianza la città di Ostia Antica, l’antica OSTIUM (in latino significa “porta”), che si trovava adagiata tra l’acqua salata del Mar Tirreno e la foce del Tevere.

Tornando ai giorni di oggi quale è la spiaggia di Roma migliore? Quale scegliere per godersi un po’ di sole e per fare lunghe passeggiate?

La spiaggia di Ostia è da sempre considerata il Lido di Roma. Raggiungerla è molto semplice perchè ben collegata da sempre ed è quella più vicina, circa una ventina di chilometri. Potrebbe rappresentare anche un ottimo quartiere per dormire a Roma vista l’estrema vicinanza con l’aeroporto di Fiumicino e la metro che la collega con il centro di Roma.

aperitivo fregene singita

Fregene

C’è anche Fregene che fa parte del comune di Fiumicino, si raggiunge attraverso la via Aurelia e poi andando verso Nord Maccarese e se vogliamo trovare un mare veramente pulito dobbiamo arrivare a circa 60 Km verso Santa Severa e Santa Marinella.

Fregene, nonostante il mare risulti essere probabilmente quello peggiore del litorale romano insieme a Focene e Fiumicino, ha un’aurea più di spiaggia d’elite rispetto ad Ostia e quest’ultima negli ultimi anni ha visto distruggere immeritatamente la sua immagine . Fregene negli anni si è conquistata questa fama grazie agli aperitivi del Singita e dell’ Onda Anomala, alle case del Villaggio dei Pescatori che fa molto “radical chic” e alle discoteche del litorale.

Andando verso sud dopo Ostia c’è Torvajanica, Lido dei Pini, Lavinio e poi Anzio, molto carina e caratteristica con il porto che hai traghetti per Ponza e le isole Pontine.

Se venite in Auto

  • via del Mare che parte dall’ incrocio di viale Marconi ed arriva sul Pontile di Ostia, la Rotonda del centro
  • via Cristoforo Colombo, parte dall’ Eur e prosegue fino al mare, molto suggestivi gli ultimi 4-5 chilometri perchè in discesa e si gode la vista del mare contornati dagli alberi della riserva di Castelfusano, parzialmente bruciata dopo diversi incendi
  • potete prendere la Roma-Fiumicino che vi porta in aeroporto e poi proseguire per via della Scafa fino a giungere ad Ostia.

Con la metro per la spiaggia

prendete il trenino da Piramide oppure da Sanpaolo o Magliana direzione Lido, circa 30 minuti di viaggio, è lo stesso biglietto che utilizzate anche per la metro A e B. Potete anche arrivare da Termini e cambiate a Piramide.

Ad Ostia ci sono 5 fermate della metro, potete scendere a Stella polare se volete andare alla spiaggia libera di Piazza magellano a piedi, il cosiddetto Curvone. Se scendete al capolinea, (Colombo) ci sono gli autobus che vi portano ai cosiddetti Cancelli e poi a seguire a Capocotta (d’estate è attiva la linea 061 altrimenti c’è lo 07 barrato, comunque chiedete quando siete in stazione o collegatevi con il sito dell’ Atac). Qui le spiagge sono veramente belle, in mezzo alle dune e completamente libere, un paradiso a solo 25 km da Roma.

Dove Dormire a Roma per un weekend

Roma è una delle città più visitata al mondo, la prima in Italia per turismo. Un territorio enorme, pieno di monumenti, musei, storie millenarie nascoste tra i vicoli. Insomma le cose da fare nella città eterna sono moltissime, ci vorrebbe una vita per visitarla tutta, spesso però abbiamo a disposizione soltanto un weekend, tre o quattro giorni da spendere.

Dobbiamo quindi scegliere il quartiere giusto da cui partire, un punto di riferimento che sia centrale, ma non troppo, che ci permetta di risparmiare e godere delle bellezze della città. Quale è il quartiere migliore per dormire, quello ideale per qualità prezzo?

Dove alloggiare a roma: è chiaro che ci sono delle parti di Roma molto prestigiose, alberghi in cui l’alloggio è considerato di lusso, si pagano anche 1000 euro per notte. A chi non piacerebbe alloggiare all’ Hassler di via Sisitina oppure al De Roussie a ridosso di piazza del Popolo? Noi però non vogliamo arrivare a considerare hotel a cinque stelle, cerchiamo qualcosa di più modesto, ma non troppo. Insomma se qualcuno ci chiede “dove posso dormire a Roma“, seguendo questo articolo avrete la risposta giusta.

Come è fatta la città

Roma ha un’estensione territoriale enorme, 10 volte quella di Parigi secondo i dati di Wikipedia. Si parte dal mare , con il litorale romano di Ostia appartenente al comune di Roma e si arriva alle pendici delle montagne dei castelli. È chiaro che in un’ area così vasta non è facile individuare il quartiere giusto dove passare la notte o partire come punto di riferimento per la nostra vacanza.

Alcuni dividono i quartieri di Roma tra quelli di periferia fuori raccordo anulare e quelli dentro raccordo anulare. Si tratta del GRA, questo anello che misura 70 chilometri e che circonda la città. Da qui partono tutte le strade consolari che vanno verso il centro verso l’esterno, ad esempio via Flaminia, via Aurelia, via Appia, via Tiburtina, via Salaria.
Il centro storico invece è più circoscritto, potremmo considerarlo quello antico all’interno delle vecchie mura aureliane, realizzate proprio da Aurelio in epoca imperiale. Anche in questo caso il territorio molto vasto e ci potrebbero essere chilometri che ci dividono da un monumento all’altro.
Consideriamo pure che a Roma la mobilità non è il massimo della vita, le metropolitane sono poche, gli autobus devono districarsi in mezzo al traffico ed i taxi costano parecchio. Occorre quindi armarsi di pazienza e di gambe buone perché da camminare c’è tanto.
mappa zona termini

Alloggi in zona Termini

Possiamo considerare un punto di partenza quella della zona della stazione Termini. Da molti è considerata un posto non propriamente d’Elite, di lusso. A ridosso della stazione vivono infatti molti cinesi, pakistani, cingalesi, ma anche nordafricani. È piano di negozietti che vendono alcolici a tutte le ore e lo spettacolo non è dei migliori, ma c’è da dire che la zona è molto controllata dalla polizia e grossi problemi non ce ne sono.

La zona Termini è ben collegata con il resto della città perché da qui c’è la più grande stazione d’Italia e la metropolitana (Linee A e B) che porta un’po’ dappertutto. Da Termini inoltre a piedi si raggiungono i posti strategici , la zona fa parte del primo municipio quindi abbastanza centrale e qui si trovano tantissimi alloggi di tutti prezzi.

Ci sono case vacanze ed hotel a due stelle che offrono notti a partire da € 40 e hotel un po’ più prestigiosi. La zona è un po’ caotica, ma cambia anche a seconda della via che scegliamo. Quella un po’ più nobile è quella che affaccia su via Marsala (in 10 minuti a piedi siamo alla città universitaria della Sapienza, la più grande d’Europa e vicino il quartiere San Lorenzo, molto caratteristico), dall’altra parte c’è via Giolitti però da qui è molto facile raggiungere ad esempio Monti, uno dei quartieri più belli di Roma.

Zona Monti l’ antica Suburra

qui le quotazioni degli hotel e degli alloggi sono più alte, siamo nell’antica Suburra , a ridosso dei fori imperiali. Stradine strette, case ottocentesche che ricordano un po’ la Roma papalina. Nella zona si sta benissimo, la sera è pieno di localini piccoli pub dove godere di una buona cena o di una pizza.

piazzetta monti
Piazza della Madonna dei Monti caratteristica e ritrovo per bere una birra

Scendendo per via Cavour si arriva in via dei fori imperiali qui lo spettacolo è unico . Da una parte a sinistra c’è il Colosseo a destra si va verso piazza Venezia. Tutto raggiungibile a piedi. Da piazza Venezia parte via del Corso che divide in due il centro di Roma .

Hotel nel centro del Tridente

A destra abbiamo Piazza di Spagna e la fontana di Trevi a sinistra di via del Corso arriviamo al Pantheon e poi a Piazza Navona. Possiamo questo considerare questa zona centralissima . Qui ci sono le strade dello shopping di lusso come via condotti, via borgognona, via del babbuino. Hotel a cinque stelle come l’Hussler, il de Roussie. Trovare un alloggio qui è molto costoso e vi possono chiedere tranquillamente 500 euro anche per una notte. Difficile trovare qualcosa di meno. Ma qui siamo proprio nel pieno delle attività romane il famoso tridente che parte da piazza del Popolo.
Andando a sinistra si arriva a Piazza campo de’ Fiori. Zona piena di ragazzi specialmente nella vita notturna anche qui siamo abbastanza centrali. Un ottimo punto di partenza è proprio piazza campo dei fiori le quotazioni sono ancora alte.

Trastevere

attraversando il Tevere con ponte Sisto arriviamo nella splendida Trastevere . Un luogo magico ed incantato specialmente di notte , lasciatevi perdere tra i vicoli stretti. Qui è l’esplosione di vita notturna con locali, pub, pizzerie si respira ancora l’aveva Roma di una volta.
Siamo dall’altra parte del Tevere ma ancora lontani dalla basilica di San Pietro. A piedi da Trastevere alla cupola ci vuole almeno 40 minuti di camminata.

San Pietro Prati

Intorno a San Pietro sono spuntati come funghi tantissime case vacanza . E diciamo che gli alloggi sono abbastanza economici. La zona ben collegata anche con la metropolitana (fermata Lepanto ed Ottaviano) , ma dovete mettere in conto una camminata di almeno 30 minuti per arrivare ad esempio in Piazza di Spagna, anche di più. Il quartiere a ridosso di San Pietro si chiama Prati, in alcuni punti molto elegante e scelto da centinaia di professionisti che hanno lo studio per via della vicinanza con il tribunale di Piazza Clodio.

Quanto Costa un impianto fotovoltaico

I pannelli solari fotovoltaici li conosciamo tutti. Possiamo vederli sui tetti delle case, nei giardini e anche nei terreni agricoli. Questo grazie al grande interesse e agli investimenti massicci che ci sono stati negli ultimi vent’anni, il tutto trainato dai forti incentivi del cosiddetto “conto energia” che permetteva a coloro che producevano energia elettrica tramite fotovoltaico di avere per 20 anni una remunerazione speciale per ogni kilowatt realizzato. Le cose negli ultimi anni sono un po’ cambiate , gli incentivi sono terminati qualche anno fa, ma il fotovoltaico conviene ancora.

Coloro che hanno intenzione di investire in questa tecnologia pulita hanno a disposizione tante soluzioni. Quanto costa un impianto fotovoltaico, quanto si spende per un sistema in grado di produrre energia elettrica per la propria casa e famiglia? È quello che più spesso si domandano gli utenti, oggi cercheremo di capire se ci sia ancora convenienza, quanto spazio dobbiamo avere per montare il sistema è quanto possiamo produrre durante l’anno. Andiamo per ordine.

fotovoltaico su villa

Spesa per un impianto fotovoltaico

costo pannelli solari: grazie ai moduli cinesi oggi siamo in grado di acquistare un sistema da 3 kW per circa € 6000. In questo importo c’è compresa anche l’installazione, la progettazione, i cavi, le staffe per sostenere i moduli e l’inverter ovvero quell’apparecchio che serve per convertire l’energia elettrica da continua ad alternata , utilizzabile poi nei nostri appartamenti.

Fino a vent’anni fa si spendeva il triplo. Ovviamente un impianto si ripagava bene grazie al conto energia, oggi non è così e per il momento non si ha traccia di un “sesto conto energia“. Ci sono però le detrazioni fiscali del 50% ovvero la metà della spesa impiegata per l’acquisto può essere portata in detrazione 10 anni. Ad esempio se un impianto lo paghiamo € 9000, € 4500 possono essere portate in detrazione, per un importo di € 450 ogni anno.

  1. Fotovoltaico 1 Kw: 2500 euro
  2. Fotovoltaico 2 Kw: 4800 euro
  3. Fotovoltaico 3 Kw: 6000 euro
  4. Fotovoltaico 4 Kw: 72000 euro

Quanto produce un impianto fotovoltaico

Dipende ovviamente dalla zona climatica in cui sarà montato. Dobbiamo subito dire che lo spazio che dobbiamo avere a disposizione per kilowatt è di circa 8 metri quadri. Quindi un sistema da 3 Kwp occupa 25 mq circa. Non deve essere uno spazio qualsiasi ma esposto a sud (sud-est), e non deve presentare ombreggiature. Altrimenti la produzione verrà drasticamente abbassata. P

er aumentare la produzione ci sono anche i cosiddetti inseguitori solari, ovvero delle staffe motorizzate che si muovono seguendo l’orbita solare per avere sempre la massima produzione. Ricordiamo che i picchi maggiori di produzione sono quelli che si hanno nei mesi di giugno luglio agosto con la produzione massima concentrata dalle 11.00 alle 15.00.

Conviene ancora installare un impianto

Qualcuno si preoccupa , si sente dire che dopo gli incentivi non abbia più convenienza. Non è così. I prezzi come detto si sono drasticamente abbassati ed il ritorno di investimento c’è dopo circa otto – nove anni. Questo perché le detrazioni fiscali permettono di abbattere notevolmente la spesa, abbiamo poi a disposizione il cosiddetto scambio sul posto. Un sistema del Gse, gestore dei servizi energetici, che permettere di vendere l’energia prodotta in eccesso durante il giorno, quella che non consumiamo, per avere dei crediti per acquistarla durante la notte.

Il problema che il rapporto l’acquisto e la spesa è un po’ sbilanciato, nel senso che acquistiamo a uno e ce la pagano la metà. Dobbiamo quindi essere virtuosi cercare di sprecare, o meglio consumare, tutta l’energia elettrica prodotta durante il giorno a meno che non pensiamo al fotovoltaico ad accumulo con batterie che stoccano l’energia prodtta.. Quindi lavatrici, lavastoviglie e altri apparati elettrici affamati  di corrente vanno utilizzati quando stiamo producendo energia elettrica, ovvero durante le ore di sole. Possiamo considerare anche di installare elementi a pompa di calore, ad esempio i condizionatori, per scaldare la casa alimentati con elettricità.

Impianto solare termico

Insieme alla produzione di energia elettrica possiamo anche realizzare acqua calda. In questo caso si usa un collettore solare termico, differente rispetto ai moduli fotovoltaici. Li distinguiamo perché sono diversi, e poi perché troviamo sempre un serbatoio vicino a loro. Questo serve per stoccare l’acqua prodotta e per mantenerla calda grazie ad un sistema di coibentazione interna. L’acqua calda può essere utilizzata per le docce, per i lavandini, ma anche per riscaldare casa attraverso un sistema di riscaldamento a pavimento, pannelli radianti. Ci sono vari tipi di tecnologie legate al solare termico, quelli a pannelli piani, sottovuoto (heatpipe) più efficienti ma che costano di più, in grado di avere acqua calda anche durante le ore invernali.

Quale marca scegliere

I moduli cinesi hanno invaso il mondo, sono efficienti e costano poco. Ci sono però due marche che si distinguono dalle altre per il rendimento dei pannelli fotovoltaici, sono Sun Power e Panasonic. La prima americana la seconda giapponese. Hanno rendimenti che arrivano anche al 21% contro il 16 – 17 degli altri. Ciao significa che produrremo più energia elettrica. Ovviamente i moduli costano di piú, ma sono anche durevoli nel tempo.

Quanto dura un impianto fotovoltaico

potrebbe durare tranquillamente decenni, le case garantiscono solitamente 20 anni di produzione al termine del quale si degrada del 20%. Ovvero tra 20 i pannelli continuano a funzionare ma abbassano le loro prestazioni. Poco male, abbiamo ancora tranquillamente altri decenni davanti. Ci sono impianti montati negli anni 80 che ancora funzionano, parliamo quindi di 40 anni fa o giú di li’.

Vitamina D a cosa fa bene

La vitamina D include un gruppo di cinque sostanze differenti, tutte liposolubili, ma le due forme molto simili tra loro per attività biologica e per noi più importanti sono: la D2 (ergocalciferolo), unicamente di origine esogena (tramite alimenti vegetali) e la D3 (colecalciferolo), sia di origine esogena (tramite alimenti di tipo animale), che endogena (derivante dall’irradiazione con raggi Uv del 7 deidrocolesterolo della pelle).

A cosa fa bene

La vitamina D interviene a livello intestinale e renale, agevolando l’assorbimento e il trasporto di calcio nel sangue, e a livello osseo favorendo la rimozione del calcio e mantenendo stabile il suo livello ematico. È di grande importanza per la mineralizzazione di ossa e denti e dunque essenziale per la crescita nel caso dei più piccoli e per la salute generale di adulti o anziani. Fondamentale è la sua azione preventiva del rachitismo infantile, patologia caratterizzata dall’incapacità di calcificazione della matrice ossea, con gravi conseguenze per la crescita.

La vitamina D ha altre proprietà, in particolare:

  • è un potente stimolatore del nostro sistema immunitario, prevenendo in particolare le infezioni ma anche proteggendo l’organismo da alcuni tipi di tumori e da malattie come l’Alzheimer;
  • protegge il cuore, riducendo i danni provocati da ipertensione e aterosclerosi;
  • è di supporto nelle terapie per le malattie reumatiche autoimmuni, come l’artrite reumatoide;
  • aiuta a mantenere in equilibrio il microbiota intestinale;
  • è importante nella prevenzione del diabete, perché regola la produzione d’insulina, l’ormone da cui dipende il controllo degli zuccheri nel sangue;
  • è utile nelle cure dell’infertilità, migliorando la motilità e aumentando il numero degli spermatozoi;
  • favorisce l’assorbimento della vitamina A;
  • interviene nell’assorbimento a livello intestinale di altri minerali preziosi per il nostro organismo, come il fosforo;
  • è poi utile per il buon funzionamento del sistema muscolare.

Di quanta vitamina D abbiamo bisogno

La dose stabilita dai LARN (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti) varia secondo l’età:

  • servono 10 mcg (40O Ul) al giorno fino all’anno di età
  • 15 mcg (600 Ul) nei bambini e negli adulti
  • 20 mcg (800 Ul) negli anziani, in cui c’è un rallentamento del metabolismo osseo.

Dove si trova la vitamina D

La fonte principale di vitamina D è la luce del sole: una corretta esposizione tutto l’anno, non solo nei mesi estivi, permette che sia sintetizzato l’80% del nostro fabbisogno attraverso la pelle.

È importantissimo, quindi, stare all’aria aperta e cercare di esporre la pelle quanto più possibile alla luce. D’estate, soprattutto nelle ore centrali della giornata, utilizziamo creme con fattori di protezione molto alti, che se da un lato aiutano a prevenire tumori della pelle, dall’altro inibiscono la sintesi di vitamina D.
Per arrivare a un giusto compromesso, sarebbe meglio esporsi al mattino presto o a ridosso del tramonto, utilizzando creme con filtri bassi, in modo da permettere la produzione e l’accumulo della vitamina D.

Una parìe del nostro fabbisogno può essere soddisfatto con l’introduzione nella dieta di alimenti, per lo più di origine animale: olio di fegato di merluzzo, pesce (salmone, aringhe, sgombri), carne rossa, fegato, tuorlo d’uovo.

Negli alimenti di origine vegetale, eccezion fatta per i funghi, è presente in tracce e solo nelle verdure a foglia larga. In casi particolari è possibile ricorrere agli integratori, per sopperire all’eventuale carenza. Ad esempio, può essere necessaria un’integrazione per persone che vivono in luoghi dove c’è poco sole anche a causa dell’inquinamento, per persone che seguono diete veganer per donne in gravidanza, in allattamento o che fanno uso di contraccettivi orali, poiché questi farmaci interferiscono con l’assorbimento di vitamina D.

Bassi livelli di questa vitamina possono portare alla comparsa di varie patologie; quindi è importante, soprattutto superata una certa età o in caso di presunte carenze, eseguire, previa prescrizione del medico, un semplice esame per valutare il dosaggio di vitamina D nel sangue.