Sistemi Allarme come proteggere Casa Opinioni e prezzi

Tornare a casa e trovare la porta spalancata, internamente i cassetti degli armadi aperti con i vestiti rovesciati in terra significa soltanto una cosa: i ladri sono venuti a trovarci. La sensazione è terribile, non solo c’è la nostra intimità violata, ma anche l’aspetto economico. Potrebbero averci portato via cose preziose oppure aver fatto danni irreparabili. Per evitare che accada tutto questo si può proteggere la casa in due modi: con un sistemi allarme oppure con delle protezioni dette passive.

Sistemi di allarme meccanici

Nel primo caso ci riferiamo ad un antifurto per la casa, nel secondo caso ad inferriate, cancelletti, porte blindate. Insomma c’è bisogno anche di qualcosa di meccanico che blocchi all’ esterno i potenziali intrusori. Una porta blindata di classe 3 con una serratura europea può fare molto.

Come scegliere un allarme di buona qualità

Oggi ci concentreremo proprio sui sistemi di sicurezza elettronici, l’antifurto senza fili, le telecamere di sorveglianza, i sensori che ci proteggono. I due impianti possono convivere insieme, anzi è consigliabile che lo facciano. Non basta quindi soltanto la parte elettronica per proteggere un appartamento, villa, negozio o ufficio, possiamo anche implementare accorgimenti meccanici che incrementano lo stato di sicurezza.

Un antifurto per la casa spesso viene venduto in kit. Possiamo quindi montarlo da soli, se siamo un pochino pratici con l’elettricità oppure ci affidiamo a dei professionisti dell’ impiantisti di allarme che solitamente eseguono un sopralluogo per capire la conformazione dell’appartamento. Osservano i punti deboli, cercano di comprendere dove possono passare i ladri .

Alla base quindi prima di procedere con il montaggio c’è uno studio particolare. Sappiamo bene che i ladri preferiscono attaccare zone isolate, buie, poco frequentate, lontane dal centro e dai vicini. Secondo studi effettuati dal ministero dell’interno un ladro parte da casa impreparato, non ha pianificato un attacco a meno che non si tratta di furto su commissione.

sistemi allarme

Difficilmente la vostra casa sarà stata soggetto di attenzione, i malintenzionati colpiscono quello che a loro sembra più vulnerabile. Quindi se non c’è un antifurto oppure un sistema di videosorveglianza è sicuramente un buon punto di partenza .

Il kit di antifurto, come detto, può essere acquistato anche on-line, ce ne sono parecchi, sono solitamente composti da una centralina che comanda tutto l’impianto, da un sensore o più sensori a raggi infrarossi o microonde, da contatti magnetici per porte e finestre e da una sirena.

La centralina si collega internamente, solitamente vicino alla porta di casa. È dotata di un display, di una tastiera con cui la programmiamo e attiviamo il codice di inserimento. Da qui partono i cavi che collegano i sensori o i contatti magnetici. Se si tratta di un kit di antifurto wireless i collegamenti con i componenti vengono fatti in radiofrequenza attraverso 433 e 866 MHz.

La sirena invece solitamente viene collegata con il cavo, schermato e protetto. Serve ovviamente per inviare un segnale sonoro di allarme molto potente in caso di effrazione per essere individuata visivamente dalle forze dell’ ordine a distanza di centinaia di metri. Pensate ad una casa di campagna isolata. Acusticamente, se ci troviamo ad un km, non udiamo nulla, ma vediamo però la sirena, specie di notte.

Le nuove centraline si collegano anche alla rete, possono essere controllate e gestite da Internet attraverso un’app specifica. I professionisti della sicurezza in questo caso tendono ad essere cauti, un cavo è sempre preferibile ad un segnale che viaggia per la rete che potrà essere intercettato ed hackerato. Meglio non lasciare fianchi scoperti . Con lo sviluppo della domotica alcune centrali gestiscono anche l’automazione della casa sfruttando il linguaggio universale KNX.

Comunque la protezione di queste centraline, anche se connesse ad internet, è altissima. Ci sono sistemi di criptaggio e password incrociate. È molto comodo controllare da casa il proprio antifurto, possiamo attivarlo, disattivarlo oppure attivarlo soltanto parzialmente, pensiamo ad un giardino, di notte, quando noi siamo in casa ed andiamo a dormire. Le telecamere o i sensori di rilevamento devono essere attivi, per cui possiamo attivare solo quella zona e disattivare l’interno dell’ appartamento.

Le telecamere di sorveglianza possono essere utili per avere un’idea di quello che sta accadendo in diretta. Anche in questo caso attraverso l’app possiamo gestire ed avere una situazione chiara e precisa di cosa succede in casa.

Antifurto perimetrale

ci riferiamo a questo sistema allarme quando si tratta di proteggere l’esterno di una casa, ad esempio il muro di cinta, un giardino, un garage, un terrazzo o le finestre che affacciano sul balcone.

In questo caso sono molto utili le barriere perimetrali a raggi infrarossi, un sensore emette un raggio raccolto da un secondo rilevatore, si crea un fascio che quando è valicato fa scattare l’allarme. Mentre un allarme nebbiogeno va bene per la parte interna creando una cortina di fumo che rende per qualche minuto impraticabile l’area.

 

I prezzi

Un kit di antifurto ben fatto costa circa 500 / 700 euro, molto dipende però dalla quantità di componenti acquistati e soprattutto dalla loro bontà. Marche come Tecnoalarm, Daitem, Bentel, Risco sono conosciute, si fanno pagare i loro prodotti. Altri produttori cinesi o comunque economici ci fanno spendere di meno.
Il componente che piú costa è il sensore esterno, può arrivare anche a 200 euro se di qualità. Abbiamo parlato di quelli PIR a raggi infrarossi perchè costano di meno, ci sono però anche quelli che usano le onde radio, tipo radar, per il rilevamento, sono rilevatori a microonde (vedi qui per capire come rileva il movimento di una persona). Se un sensore utilizza le due tecnologie si chiama ad doppia tecnologia, ma anche a tripla tecnologia. Un sensore a doppia frequenza invece significa che si connette alla centralina utilizzando due canali, due frequenze differenti, utili in caso una delle due sia soggetta a disturbi.

Il sensore a microonde è preferibile usarlo quando ci potrebbero essere delle condizioni climatiche de non fanno ben lavorare quello infrared, ad esempio isnolazione diretta, pioggia, grandine, nebbia, oppure veloci cambi di temperature.

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